Pillole di amministrazione del personale

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giovedì 17 settembre 2026

Superminimo assorbibile

 

DOMANDA. Un superminimo individuale può perdere nel tempo la sua caratteristica di assorbibilità?

 

RISPOSTA. Sì, può accadere. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23704 del 21 luglio 2026, ha affermato che se il datore di lavoro, per un periodo prolungato e in modo costante, rinuncia ad assorbire il superminimo in occasione degli aumenti retributivi derivanti da rinnovi contrattuali o altre variazioni economiche, tale comportamento può dar luogo a un uso aziendale.

In questo caso il superminimo, pur nato come assorbibile, può diventare di fatto non assorbibile, perché i lavoratori maturano il diritto al trattamento più favorevole derivante dalla prassi aziendale consolidata.

 

Attenzione però: l'uso aziendale non è irrevocabile. Il datore di lavoro può recedere da tale prassi, purché la volontà di non applicarla più sia comunicata in modo chiaro, univoco e conoscibile ai lavoratori interessati. Non è invece sufficiente limitarsi ad effettuare un assorbimento in contrasto con la prassi precedentemente adottata.

 

Per evitare contestazioni, è opportuno che le aziende:

  • definiscano espressamente nei documenti di riconoscimento del superminimo la sua natura assorbibile;
  • mantengano nel tempo un comportamento coerente con tale previsione;
  • qualora intendano modificare una prassi consolidata di non assorbimento, comunichino preventivamente e chiaramente il recesso dall'uso aziendale.