Ferie non godute al 30 giugno, obblighi e sanzioni per i datori di lavoro

Ferie non godute al 30 giugno, obblighi e sanzioni per i datori di lavoro

Articolo redazionale

 

Il 30 giugno scade il termine entro il quale ciascun datore di lavoro è tenuto alla verifica del monte ferie maturato nel corso del 2024 dai propri dipendenti. Se le ferie non sono state godute, il datore di lavoro è passibile di sanzioni amministrative, oltre a dover versare anticipatamente i contributi previdenziali entro la successiva data del 20 agosto 2026.

venerdì 10 luglio 2026

Sono diverse le norme che disciplinano l’istituto delle ferie, prima tra tutte la Costituzione all’art. 36 configura un diritto irrinunciabile riconosciuto al lavoratore al fine di garantire, assieme al riposo giornaliero, il proprio ristoro psico-fisico. L’ art. 2109, comma 2, del Codice Civile fornisce indicazioni in merito all’esercizio di tale diritto, stabilendo che :

  1. il periodo di godimento deve essere possibilmente continuativo;
  2. le ferie devono essere retribuite ;
  3. il tempo di godimento è stabilito dal datore di lavoro, secondo le esigenze dell’impresa e degli interessi del lavoratore;
  4. la durata del periodo è stabilita dalla legge, dagli usi o secondo equità.

 

Modalità di fruizione

Il diritto alle ferie viene ulteriormente disciplinato all’art. 10 del D.Lgs. 8 aprile 2003 n. 66, recante disposizioni in materia di organizzazione dell’orario di lavoro. L’ art. 10 stabilisce :

1. Durata minima del periodo feriale pari a 4 settimane, fatta salva la facoltà dei contratti collettivi di prevedere condizioni migliorative ;

2. Modalità e tempi di fruizione del periodo feriale che devono essere godute :

  • per almeno due settimane nel corso dell’anno di maturazione in maniera continuativa;
  • per le restanti due settimane, anche in maniera frazionata purché nei 18 mesi successivi al termine dell’anno in cui sono state maturate.

 

Tempi di fruizione

Il momento di fruizione dovrebbe essere definito di comune accordo tra lavoratore e azienda ma nel caso il lavoratore si rifiuti, è possibile la collocazione in ferie forzate. Il datore di lavoro che non ha completato lo smaltimento delle ferie è tenuto infatti a versare anticipatamente la contribuzione INPS relativa ai giorni non goduti, oltre a poter essere passibile di sanzioni.

La contrattazione può anche intervenire con la riduzione , per esigenze di servizio eccezionali, del limite minimo di due settimane di ferie da godere nell’anno di maturazione o prolungare il termine di 18 mesi per la fruizione delle ferie residue .

 

Contributi

L’ importo dei contributi per le ferie non godute va aggiunto a quello corrispondente alla retribuzione del mese successivo a quello di scadenza delle stesse (luglio 2026) con versamento entro il 20 agosto. Quando le ferie assoggettate a contribuzione verranno effettivamente fruite dal lavoratore, o in ogni caso alla cessazione del rapporto, il datore di lavoro potrà recuperare i contributi versati anticipatamente sia per la quota a proprio carico che per quella a carico del dipendente.

 

Sanzioni in caso di inadempienza

Il mancato godimento delle ferie entro i termini previsti, o la loro monetizzazione, può comportare l’irrogazione di una sanzione pecuniaria amministrativa nei confronti del datore di lavoro pari a :

  • Sanzione da 120 a 720 € per un solo anno per violazioni riguardanti fino a 5 lavoratori ;
  • Sanzione da 480 a 1.800 € per violazioni riguardanti più di 5 lavoratori o che si sono verificate per due anni ;
  • Sanzione da 960 a 5.400 € per violazioni riferite a più di 10 lavoratori, o che si sono verificate in almeno 4 anni;
  • Se la mancata fruizione interessa oltre il 20 % dei lavoratori, può essere prevista la sospensione trimestrale del DURC.

Un rischio ulteriore proviene dal fatto che il lavoratore potrebbe agire in giudizio per chiedere il risarcimento del danno biologico ed esistenziale ( in questo caso il lavoratore dovrà dimostrare il nesso causale tra il danno e il mancato godimento delle ferie ) oltre a richiedere la fruizione delle ferie maturate laddove il mancato godimento sia legato a esigenze aziendali.

 

L’importanza della pianificazione preventiva delle ferie a tutela del datore di lavoro

Per evitare tali inconvenienti, l’azienda deve necessariamente esercitare per tempo la prerogativa che le viene riconosciuta dal Codice Civile all’art. 2109 della pianificazione delle ferie. Recenti pronunce della Cassazione hanno confermato che l’esatta determinazione del periodo feriale compete al datore di lavoro, mentre il lavoratore ha la facoltà di indicare il periodo entro il quale intende fruirle. Per avviare la necessaria interlocuzione, e evitare cosi’ inutili condotte vessatorie, la Cassazione ha affermato che l’azienda è tenuta ad effettuare una comunicazione preventiva ai dipendenti interessati prima di collocarli in ferie (v. ordinanza n. 24977 del 19.08.2022).

In ogni caso, il termine per poter fruire delle ferie è da ritenere sospeso qualora si verifichi una causa di sospensione del rapporto ( cassa integrazione , malattia di lunga durata , maternità ; congedi e permessi ) da cui derivi l’impossibilità per il lavoratore di fruirne entro i termini di legge, fatta salva la possibilità di goderle in un momento successivo.

 

Monetizzazione e indennità sostitutiva

Il diritto alle ferie è configurato come un diritto irrinunciabile e di regola non è ammessa la liquidazione dei giorni maturati e non goduti, sia che la richiesta provenga dal lavoratore oppure dal datore di lavoro. Esistono però delle circostanze eccezionali in cui è ammessa l’erogazione di un’indennità sostitutiva delle ferie :

  • in caso di interruzione del rapporto lavorativo ;
  • contratti a termine di durata inferiore l’anno ;
  • relativamente ai periodi di astensione lavorativa maturati e non goduti superiori al minimo imposto per legge riconosciuti sulla base di disposizioni della contrattazione collettiva.