Il Decreto Legge 62/2026, in vigore dal 1° maggio 2026, introduce un pacchetto di misure per favorire l’occupazione stabile, garantire retribuzioni adeguate e contrastare nuove forme di lavoro irregolare nel settore dei riders.
In questo articolo è contenuta una sintesi dei provvedimenti più importanti che verranno illustrati approfonditamente nel resto della Newsletter.
Incentivi alle assunzioni
Il decreto punta ad aumentare i contratti a tempo indeterminato, soprattutto per le categorie più fragili mediante:
- La riproposizione – però con rilevanti modifiche – dei bonus donne svantaggiate e giovani under 35 con esoneri contributivi fino al 100% per chi assume a tempo indeterminato per tutto l’anno 2026
- La revisione degli incentivi per le assunzioni nella cosiddetta ZES Unica Mezzogiorno (bonus Zes)
- L’introduzione dell’esonero contributivo in caso di trasformazione di contratti a termine stipulati nei primi mesi del 2026 in contratti stabili.
Introduzione del “salario giusto”
Viene codificato in una norma un principio ormai consolidato in giurisprudenza per cui la retribuzione in un rapporto di lavoro deve essere almeno pari a quella prevista dai contratti collettivi nazionali (CCNL) più rappresentativi.
Viene inoltre stabilito che i datori di lavoro che non rispettano questi livelli non possono accedere agli incentivi all’assunzione o alla trasformazione previsti dal decreto.
L’obiettivo del legislatore è dare attuazione, attraverso la contrattazione collettiva, al principio del salario giusto (in contrapposizione all’ipotesi del cd. salario minimo fissato per legge) contrastando così l’applicazione, soprattutto in alcuni settori, di salari troppo bassi e “contratti pirata”.
Rinnovi dei contratti collettivi
Per evitare lunghi periodi senza rinnovo dei CCNL vengono definite regole per la gestione dei ritardi e la conseguente perdita di potere d’acquisto delle retribuzioni.
Dopo 12 mesi senza rinnovo, scatta un incremento economico automatico pari al 30% dell’inflazione programmata e vengono penalizzate associazioni datoriali e sindacali impedendo la riscossione del contributo di assistenza contrattuale.
Lavoro su piattaforme digitali (rider, gig economy)
Il decreto introduce nuove tutele contro il cosiddetto “caporalato digitale” maggiori controlli e tutele per i lavoratori delle piattaforme e obblighi di trasparenza sugli algoritmi e sulle decisioni automatizzate. Il tema non viene trattato nella presente Newsletter.
Conciliazione lavoro–vita privata
E’ previsto uno sconto sui contributi previdenziali per le aziende che adottano certificazioni attestanti politiche di supporto alla genitorialità e all’equilibrio tra lavoro e famiglia.