Distacco di personale. Obblighi in materia di sicurezza per il datore di lavoro e il distaccatario
Corte di Cassazione. Ordinanza n. 1633/2026.
La Cassazione ha affermato che in caso di distacco di lavoratori, gli obblighi in materia di sicurezza ricadono sia sul distaccatario che sul datore di lavoro (distaccante).
I giudici della Suprema Corte hanno chiarito che, pur se l’articolo 3, comma 6, del D.Lgs. n. 81/2008, attribuisce gli obblighi prevenzionistici al distaccatario nella fase esecutiva del lavoro, permane in capo al distaccante un dovere fondamentale, ossia quello di assicurarsi, prima del distacco, che le condizioni di sicurezza siano garantite (Cassazione penale n. 46567/2024).
Incompatibilità ambientale di un lavoratore in un appalto e legittimità del trasferimento
Corte di Cassazione. Ordinanza n. 4198/2026
La Cassazione ha affermato che, nel caso in cui si verifichi una situazione di incompatibilità ambientale tra un dipendente e l’impresa committente in un appalto endoaziendale (segnalata da quest’ultima), l’appaltatore può allontanarlo dalla sede dell’appalto, riportandolo negli uffici dell’azienda.
La legittimità dello spostamento trae origine nella rimozione della conflittualità ambientale, cosa che avrebbe potuto minare la continuazione dell’appalto.
Infortunio sul lavoro: responsabile il datore di lavoro che permette lo svolgimento di attività diverse rispetto a quelle previste dal contratto
Corte di Cassazione. Sentenza n. 1908 del 19 gennaio 2026
La Cassazione ha confermato la responsabilità penale in capo al datore di lavoro di un’impresa per le lesioni colpose pluriaggravate occorse a un dipendente mentre svolgeva delle mansioni diverse rispetto a quelle previste da contratto. Inoltre, le attività erano state svolte senza l’attrezzatura idonea, senza una preventiva informazione/formazione e in assenza di una specifica valutazione dei rischi e delle condizioni dell’attività di fatto svolta. Ciò depone verso la concreta prevedibilità da parte del datore di lavoro dell’evento occorso al lavoratore, confermando la sua responsabilità per l’infortunio.
Licenziamento dell'impiegata che ha effettuato un versamento sulla base di una mail phishing
Corte di cassazione. Ordinanza 13 febbraio 2026, n. 3263
La Corte di cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento per giusta causa intimato a un'impiegata amministrativa addetta alla contabilità (con notevole anzianità di servizio) che aveva disposto un bonifico estero su richiesta pervenuta via e-mail, rivelatasi una truffa di phishing, senza effettuare le necessarie verifiche. I giudici di merito avevano accertato una grave negligenza, valorizzando l'esperienza professionale della lavoratrice e la prevedibilità degli indici di anomalia della richiesta di pagamento. La Suprema Corte ha ritenuto irrilevante la dedotta mancanza di formazione specifica sulle frodi informatiche, ribadendo che la diligenza esigibile ex art. 2104 c.c. va parametrata alle mansioni svolte e che le tipizzazioni disciplinari del Ccnl non precludono il licenziamento ove la condotta, per gravità e danno arrecato, comprometta il vincolo fiduciario ai sensi dell'art. 2119 c.c.
Ferie non godute: l’onere della prova è a carico del datore di lavoro
Corte di Cassazione Ordinanza n. 753 del 13 gennaio 2026
La Cassazione ha accolto il ricorso presentato dal dipendente, affermando che è il datore di lavoro il soggetto tenuto a provare di avere adempiuto al suo obbligo di concedere le ferie annuali retribuite. La perdita del diritto alle ferie e della relativa indennità alla cessazione del rapporto si verifica solo se il datore di lavoro prova di aver invitato il lavoratore a fruirne, anche formalmente, e di averlo informato in modo chiaro e tempestivo che, in mancanza, le ferie sarebbero andate perse alla fine del periodo di riferimento o di riporto.