L’istituto non impatta sul datore di lavoro perché il pagamento del bonus è effettuato direttamente dall’Inps. Riteniamo utile comunque fornirne la sintesi per punti.
Destinatarie
Lavoratrici madri con due figli e fino al mese del compimento del 10° anno da parte del secondo figlio
- dipendenti, con esclusione dei rapporti di lavoro domestico; oppure
- autonome iscritte a gestioni previdenziali obbligatorie autonome, comprese le casse di previdenza professionali, e la gestione separata
Entità del beneficio
Il beneficio consiste in una somma, non imponibile ai fini fiscali e contributivi, pari a 60 euro mensili (erano 40 nel 2025), per ogni mese o frazione di mese di vigenza del rapporto di lavoro o dell'attività di lavoro autonomo.
Condizione reddituale
La beneficiaria deve essere titolare di reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro su base annua.
Estensione alle lavoratrici con più di 2 figli
La medesima somma è riconosciuta alle lavoratrici con più di 2 figli e fino al mese di compimento del 18° anno del figlio più piccolo.
Tale beneficio è però condizionato:
- Le lavoratrici dipendenti devono avere un rapporto non a tempo indeterminato.
- Alle lavoratrici autonome il beneficio spetta per i mesi non coincidenti con quelli di vigenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
Modalità di erogazione e normative varie
- L’erogazione avverrà in unica in unica soluzione, nel mese di dicembre 2026.
- Le somme del bonus non rilevano ai fini della determinazione dell'Isee.
- Il beneficio è riconosciuto dall'Inps, a domanda.
Ricordiamo che per le lavoratrici madri con 3 o più figli, il nuovo bonus non è riconosciuto per i mesi in cui sussiste, anche in parte, un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. In questo caso, infatti, le lavoratrici possono accedere fino al 31-12-2026 all’esonero del 100% dei contributi previdenziali per Ivs per la quota posta a loro carico.